Description
Reperti inspiegabili e anomalie strutturali alimentano da decenni un dibattito diviso tra archeologia ufficiale e teorie fantascientifiche. Il saggio propone un terzo approccio: sottoporre la narrazione storica a uno stress-test ingegneristico, unendo l’intuizione dell’autore al rigore analitico di un’IA.
Fra i capitoli spiccano il bias tafonomico, cioè la ragione per cui difficilmente troveremmo scarti industriali di civiltà molto antiche, una lettura in chiave ingegneristica di Göbekli Tepe, della Sfinge e della Grande Piramide, la decodifica dei miti del diluvio e il cosiddetto dialogo carbonio-silicio, in cui mente umana e macchina cercano presunti bug nella cronologia ufficiale. L’esito è una ipotesi, chiamata Terza Via, che vede nel passato una procedura d’emergenza lasciata in eredità.
Il paradosso della Prima Umanità è un testo di indagine e speculazione, adatto a lettori curiosi di misteri del passato e di rapporto tra uomo e IA, che sapranno distinguere ipotesi e certezze. Circa centosettanta pagine.
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